STORIA DI GABICCE MARE

Storia di GabicceMentre l'aspetto attuale di Gabicce Mare è il frutto di vicende recenti collegate alle trasformazioni territoriali del dopoguerra, le originii sono legate al territorio di Gabicce Monte, il borgo presente a circa 150 metri sul livello del mare la cui denominazione Castrum Ligabicij o Ligabitii deriva forse dal nome del feudatario che alla fine del secolo X ne controllava le sorti. Il comune di Gabicce si costituisce agli inizi del '200. Con il trascorrere dei secoli, il territorio e il suo Castello hanno visto la successione di vari dominazioni, dall'Arcivescovado di Ravenna, ai Malatesta, agli Sforza, ai Montefeltro, ai della Rovere ed infine allo Stato Pontificio.
Da ricerche d'archivio, si è potuto stabilire che tra il '600 e i primi dell'800 gli abitanti del borgo non sono mai stati più di quattrocento unità, che l'attività principale era quella del mezzadro e la pesca solo un'attività secondaria. Ma le radici storiche sono legate al territorio di Gabicce Monte, infatti gia dal 909 è documentata l'esistenza di una comunità parrocchiale raccolta attorno alla comunità di S. Ermete, chiesa che tutt’oggi si trova alI’ingresso dell’abitato. A quel tempo la sommità del colle era probabilmente già fortificata, poichè in una bolla pontificia dell’anno 998 appare per la prima volta l’espressione “Castellum Ligabitii” dal nome del feudatario Ligabitio. Nell’anno 1686 conta 337 abitanti in prevalenza raggruppati sul colle. Si dovrà giungere ai primi decenni del nostro secolo per assistere alla progressiva trasformazione del paesaggio: è infatti negli anni precedenti la seconda guerra mondiale che si comincia a popolare la zona pianeggiante del territorio: nel 1942 il municipio viene trasferito a Gabicce Mare. Le opere più importanti visibili in Sant’Ermete sono una “Madonna del latte” dipinto di scuola marchigiana del XV secolo ed un pregevole crocifisso ligneo di scuola riminese del XIV secolo appartenuto probabilmente ad un Monsignore riminese della famiglia Tonini di Gabicce Monte, che ne ha poi disposto Ia destinazione finale. E' negli anni precedenti la seconda guerra mondiale che Gabicce muta il suo volto incrementando anche la sua popolazione, che arriva a contare 2.000 abitanti. Si consolida la scelta degli abitanti di privilegiare la zona pianeggiante del territorio rispetto al borgo collinare: nel 1942 il Municipio viene trasferito a Gabicce Mare, dove ancora gli insediamenti sono in quantità modesta.
Persa la titolarità di capoluogo comunale, Gabicce Monte rimane in ogni caso, a tutt'oggi, il luogo della memoria storica per tutto il paese. La Piazza di Gabicce Monte è infatti intitolata a Valbruna, la città leggendaria che gli antichi abitanti sostengono sia sommersa al largo della baia naturale di Vallugola. Vicende misteriose come i reperti archeologici, riportati casualmente alla luce dai pescatori, che hanno contribuito a rafforzare il mito di quella che è diventata una "Atlantide" dell'Adriatico. A Gabicce Mare ebbero i natali i celebri ceramisti Girolamo e Giacomo Lanfranco, padre e figlio, presenti a Pesaro con la loro bottega dal 1530 al 1590. La produzione di Girolamo Lanfranco, forse il precursore nell'uso della tecnica di decorazione con l'oro zecchino, era divenuta presto famosa ed aveva ottenuto il riconoscimento ufficiale con un editto del 1569 emesso dal Duca Guidubaldo II Della Rovere. Oggi le ceramiche uscite dalla bottega dei Lanfranco sono esposte in importanti musei italiani ed esteri.

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